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    I 10 Comandamenti.

    Io sono il Signore Dio tuo:
    1. Non avrai altro Dio fuori di me.
    2. Non nominare il nome di Dio invano.
    3. Ricordati di santificare le feste.
    4. Onora il padre e la madre.
    5. Non uccidere.
    6. Non commettere atti impuri.
    7. Non rubare.
    8. Non dire falsa testimonianza.
    9. Non desiderare la donna d'altri.
    10. Non desiderare la roba d'altri.

    Ma per le donne i comandamenti sono solo 9?

    E cosa devi fare...

    Io me ne stavo tranquillo
    Facendo finta di dormire
    Lei si avvicina piano
    Facendo finta di sognare
    E poi mi tocca una mano
    Dolcemente, piano piano

    Io non mi muovo, sto fermo
    La lascio continuare
    Lo so benissimo, ma voglio vedere dove vuole arrivare
    Lei si avvicina ancora un pò
    Mi sfiora con le labbra o cosa non lo so

    Io non so più cosa fare
    A questo punto mi dovrei svegliare
    Forse dovrei saltarle adosso come fossi un animale
    E dovrei essere molto virile
    E continuare magari per più di due ore (Troppo!!)

    Naturalmente lei insiste
    Mi vuole proprio fare
    Magari è femminista
    E non vuol certo farsi violentare, ma vuole gestire
    Allora come devo fare
    Dove la bacio, come la devo toccare

    Però, però, però, che strano
    Come è dolce quel suo modo di toccare
    Sembra quasi una bambina che non sa più come fare
    Per farmi capire, che non devo dormire
    Vuole fare l'amore (Anch'io, anch'io)

    Anch'io vorrei, Dio se vorrei, Dio se vorrei lasciarmi andare
    Vorrei toccarla, baciarla
    Come mi viene in modo naturale
    Ma forse è meglio lasciare stare, non posso rischiare
    Forse è meglio che mi rimetta a dormire

    Vasco Rossi - Io Non So Più Cosa Devo Fare

    LA GIUSTA DISTANZA

     

    Discussione su liberi di informarci: I NOSTRI BLog STANNO PER CHIUDERE

    La cosa è seria. Tra un po' potreste dover rinunciare al 99% di informazione alternativa che vi giunge attraverso Internet. Il governo, lo scorso agosto ha varato un disegno di legge sull'editoria. Nel silenzio generale, esso è stato approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 ottobre 2007. Si chiama Legge Levi-Prodi, che praticamente cancella l'articolo 21 della Costituzione! La norma prevede l'iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione a tutti coloro che operano nel campo dell'informazione, sia editoriale e non, sia profit e non, sia professionale e non. Questo significa che chiunque apra anche un semplice blog deve sottoporsi ad una trafila di carte e bolli, la legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Come scrive Beppe Grillo sul suo blog: "La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura." Vi invito ad approfondire leggendo qui. E, se volete fare di più, scrivete anche una mail a Riccardo Levi, autore della legge, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria.

    GIORNI DISPARI - Giovanna Bandini

    Il tuo sedere si spinge in fuori - verso l'alto, verso di me - [..] e io mi succhio le dita per farcele scivolare [..]. Gemi, mormori, gridi. Apprezzi la mia fatica per te mentre con la mano che ho libera ti faccio presa su una spalla e muovo l'altra in modo da spingerti in avanti, verso la testata del letto. Il movimento ti fa godere.
    L'immaginazione è la realtà virtuale più potente che esista. Riesco a risentire gli odori.
    Mi chiedo come ho fatto a resistere tutto questo tempo senza chiamarti, senza sentire la tua voce al telefono. Mi sembra di aver compiuto un'impresa eroica. Non avere fatto una telefonata mi sembra un atto eroico. Come può essere un'azione, eroica per giunta, il non fare?
    Fa male, a te, sentirmi parlare d'amore; ti fa paura, lo so, il nostro amore sconveniente, fa paura anche a me. Ma non si può tacere sempre, almeno io non posso, quando ami qualcuno hai bisogno di dirglielo, ti esce proprio fuori, come se le parole saltassero giù dalla bocca per conto loro.
    Mi dispiace, non sto facendo niente con la mano. Tu sei di buon umore, hai voglia di giocare. Non ci capiamo quasi mai. I nostri pensieri, le nostre sensazioni profonde, quelle che hanno radici nell'affetto, sono lontane miglia marine.
    Ma io la ragione l'ho persa, nella mia testa c'è solo la follia. E nessuno può andare sulla luna a riprendere il senno per me.
    Fa' finta di nulla come se non avessi parlato, tanto lo fai sempre, sono mesi che va avanti così, che io ti lascio tutte le settimane e tu mi ritelefoni come se niente fosse, fa' conto che sia stata una delle solite volte, no? In fondo cosa c'è stato di diverso, perché non dovresti tornare? E se tu non torni tornerò io, sì stavolta posso farlo, voglio farlo, lo faccio. Tornerò io.
    Fare l'amore con te mette in crisi tutta la mia vita. So che se provassi ogni volta quello che ho provato oggi, sarebbe la fine, penserei di non poterne più fare a meno. Di non poter più fare a meno di te.
    L'amore: perchè io penso sempre all'amore? Questo potrebbe non esserlo affatto. Ma è una possibilità che quasi non prendo in considerazione.
    In verità non so scegliere mai, in niente. Anche nelle cose più piccole o semplici mi perdo, mi incanto, mi blocco. Perfino nei negozi, tra i vestiti, se devo scegliere tra due, se l'uno o l'altro... alla fine tutti e due o nessuno. Scegliere è escludere. Io devo sentire di avere sempre tutte le possibilità aperte. Devo sentire che niente è definitivo, niente è per sempre, perchè sempre è la morte.
    Le persone e le cose pretendono risposte: a un certo punto un sì o un no si deve dire, anche con un filo di voce. Anche io dovrò farlo, forse ho già cominciato. Anche dire "io non scelgo, non faccio niente" è già lo stesso scegliere o fare: provocherà le azioni e le reazioni degli altri. Allora dovrei smettere di fare qualunque cosa. Qualunque. Allora l'unica alternativa vera sarebbe lasciarmi morire.
    Adesso il mondo degli altri mi è caduto addosso, non ho fatto in tempo a scansarmi, non ho proprio visto che cadeva.
    Amo te, io amo te, lo so, senza alcuna ragione, proprio perchè non c'è ragione. [..] Poteva avere tutte le doti del mondo o nessuna, non aveva importanza: mi aveva fatto innamorare
    Giorni Dispari - Giovanna Bandini

    altalenante voglia di piangere

    Abito un appartamento un po' troppo grande per me
    ma io ne farò il monumento alla gioia di vivere
    penso di avere imparato l'arte di fare il caffè
    rido sul latte versato e sto bene insieme a me
    Ma qualcosa brucia ancora, brucia ancora
    la presenza tua è signora, mia signora
    Il tempo ti cambia vestito,
    io sono la stessa però prendo il mio cuore sgualcito e lo immergo in amido
    mi sono sacrificato sull'altare dei tuoi desideri
    ora il mio culto è cambiato, dedicato solo a me
    Scudo protettivo contro il ricordo radioattivo pronto a sorprendermi
    gas euforizzante per il mio umore
    altalenante voglia di piangere.
    Intesa sessuale perfetta con te
    ora che non ci sei io con l'immaginazione vado a mano libera.

    Fa tROppA LuCe La PaRoLa SeMpRe

    C’è stato un momento in cui mi è sembrato capirci qualcosa
    vederci più chiaro in mezzo alle trame che intreccia la vita
    ma è stato un attimo soltanto un attimo
    C’è stato un momento in cui si è mostrato il disegno divino
    perfetto equilibrio tra tutte le forze del bene e del male
    ma è stato un attimo soltanto un attimo
    E tutto è chiaro, improvvisamente
    dopo un po’ non rimane niente
    allora è meglio che tornino le ombre
    fa troppa luce la parola sempre
    C’è stato un momento in cui si è intravista la meta lontana
    la vera ragione del nostro passaggio su questo pianeta
    ma è stato un attimo soltanto un attimo

    Chi vuol intendere intenda

    se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo.
    a meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo.
    se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole, non farlo.
    se lo fai per soldi o per fama, non farlo.
    se lo fai perché vuoi delle donne nel letto, non farlo.
    se devi startene lì a scrivere e riscrivere, non farlo.
    se è già una fatica il solo pensiero di farlo, non farlo.
    se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere.
    se devi aspettare che ti esca come un ruggito, allora aspetta pazientemente.
    se non ti esce mai come un ruggito, fai qualcos’altro.
    se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, non sei pronto.
    non essere come tanti scrittori, non essere come tutte quelle migliaia di persone che si definiscono scrittori,
    non essere monotono e noioso e pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento.
    le biblioteche del mondo hanno sbadigliato fino ad addormentarsi per tipi come te.
    non aggiungerti a loro. non farlo.
    a meno che non ti esca dall’anima come un razzo,
    a meno che lo star fermo non ti porti alla follia o al suicidio o all’omicidio, non farlo.
    a meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere, non farlo.
    quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.
    non c’è altro modo.
    e non c’è mai stato.

    Charles Bukowski - E così vorresti fare lo scrittore?

    RICORDI DI UN VICOLO CIECO di B.Yoshimoto

    Nello spazio più bello che c'è e in cui ho la fortuna di ritrovarmi in allegra serenità (grazie Clem) ho trovato una frase di un libro:
    Di B.Yoshimoto in RICORDI DI UN VICOLO CIECO:

    "Quella tazza così bella non avrebbe potuto tornare come prima. Era impossibile far tornare indietro il tempo, impossibile anche fermare le emozioni che infuriavano."
     
    Voglio questo libro!!!!!!
    Buonanotte al 99% (per fortuna)
    17-08-2007

    Milano, Bergamo e dintorni

    E così mi prendo un po' di tempoi per scrivere dirvi gli ultimi accadimenti.

    Ebben si mi sono trasferina nelle valli Bergamasche, e qui.. no comment.. per fortuna è vicino Milano e di gente buona ce n'è. E poi chissà che Armi non si trasformi da Virtuale a Reale.

    Ho passato la giornata di ieri pomeriggio a Milano, avevo un impegno alle 15:00. Prima ho fatto visita al mio amichetto Otty. Dopo sono andata al mio appuntamento segreto. Poi Sono stata tutto il pom con la coozia e abbiamo prima svaligiato il bar di fronte al suo ufficio, e poi il negozio di libri di fronte alla sua casetta.. insomma la Tizz ha tutto a portata di mano! (Grazie assai per i bei libricini!)

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    Sabato sera invece ho fatto un giretto per la famosa Bergamo Alta col mio amichetto Mirko. Bergamo è proprio carina. Però io non mi capacito di una cosa. I ragazzini (15-20 anni massimo) della città di Bergamo sono tutti uguali. No, no.. non come si dice di solito dei ragazzini stereotipati.. QUESTI PORTANO TUTTI I CAPELLI IDENTICI!!!! Dio mio che ridere, e pensare ch emi piace quel taglio di capelli, lo trovo altrnetivo/originale e credo stia molto bene ai maschietti ma.... cribbio TUTTI così.. io non mi capacitavo. Sabato sera bergamo pullula di ragazzini, è stracolma.. e.. o mamma che ridere.. non con cattiveria ma diamine come si fa a farsi tutti i capelli uguali??? Di quelli lisci a caschetto portati tutti in avanti, quasi davanti agli occhi.. bhe io non sono brava a descrivere ma proprio non me la aspettavo qui questa omologogazione così sfacciata (almeno hanno gusto.. o forse l'ha avuto qualcuno e gli altri hanno copiato??).

     

    Il mio week end prima di partire per Roma e poi Bergamo sono stata nella mia puglietta.. Sabato sono arrivata distrutta. DOmenica sono stata a Rutigliano e ho avuto la piacevole visita di Pablo e Grazia da pranzo a casa mia a cena a Spasso (più spesso ti devo vedere Pablito che mi fai stare bene). Lunedì invece sono stata a Molfetta.. due caffè con Anto (nello Tonino Volantino da Molfetta), un giretto in campagna con Joseph, e poi alla festa con Marcomò e Keccoré.

    07102007

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    Alice e il Lupo Solitario

    Alcuni dicono che l'incertezza è il peggiore dei mali. Ma poi accade che l'asprezza della realtà ce la faccia rimpiangere.

    uN LibRO Che LeGGeRò

    E la vera meschinità è che non possiamo amare mentre amiamo.
    Siamo troppo presi ad amare da dimenticar che amiamo.

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    LE LABBRA DI PORCELLANA BIANCA

    E' stato strano leggere questo libro, come ho commentato sul sito dello stesso all'inizio mi è venuta voglia di chiuderlo e non pensarci più, per non stare male... ma in fondo ho fatto bene a non farlo! La storia è bella, soprattutto è stato bello leggere i riferimenti alla realtà (e chissà quanti non ne ho colti!) Un viaggio nei ricordi, in luoghi e personaggi conosciuti e vissuti. Un nostalgico tuffo nel passato e uno nei rimpianti o rimorsi di amicizie non godute. Nessuna sottolineatura (anzi si una quella sul mio adorato muretto con le scitte ormai sbiadite!!), ero troppo presa a leggere la storia e a provare le mie sensazioni. Per altre cose (contenuti e scrittura) spero di confrontarmi direttamente con lui.
    "Chi sarebbe stato disposto a scambiare la libertà per la sua illusione? Questo è il punto! E non è forse l'idea che vi ha tormentato a lungo? E come i colori sono il prodotto illusorio della luce, la libertà non è altro che il prodotto della sua illusione. Al punto tale che come i colori, la libertà può cambiare forma, sembianze, fino a scomparire. Ma non può svanire la sua illusione, la luce."

    Come sarebbe la nostra vita se decidessimo di inseguire i nostri sogni?

    Se decidessimo di partire per un viaggio alla scoperta di ciò che ci fa sentire veramente vivi?

    Un'amicizia profonda, di quelle che resistono alla distanza e agli stili di vita differenti.

    Uno scenario fitto di mistero: tre ragazzi alla ricerca del loro compagno scomparso in circostanze poco chiare cercano di mettere insieme i pochi ingarbugliati indizi che conducono a lui.

    Luoghi incantati come Roma, Palma di Maiorca e Lesbo fanno da sfondo all'avvincente storia raccontata dalle ipnotiche labbra di porcellana bianca.


     

     


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    decisioni

    Tutto mi dice che sto per prendere una decisione errata,
    ma anche gli errori sono un modo di agire.
    Cosa vuole il mondo da me?
    Che non corra i miei rischi?
    Che torni da dove sono venuta,
    senza avere il coraggio di diresi alla vita?

    MOSAICI D'AMORE - Loradana Limone

    Letto in due giorni e non saprei dirvi granchè sulla bellezza o meno di questo libro. In fondo si sa, è soggettiva. Di solito sottolineo frasi, paragrafi che mi prendono particolarmente per un motivo o per un altro. E poi qui li riporto. In questo libro avevo iniziato a sottolineare...  Io penso che l’autrice deve averle provate quelle sensazioni, deve averli fatti quei dialoghi per descriverli così bene, per non cadere nel banale di ciò che è normale o non si conosce e lo si vuole romanzare. L’essere dolci, il mandarsi a quel paese, il farsi male, le cattiverie, la passione non consumata, la passione consumata, il non voler far star male, lo scegliere, il non voler scegliere. Dicevo, avevo iniziato a sottolineare ... Subito ho capito che così facendo quel libro lo avrei sottolineato tutto, ma proprio tutto tutto. Anche il finale, che ancora forse non c’è..  Ieri notte non riuscivo a dormire per il malessere che mi aveva improvvisamente preso allo stomaco. E allora ho continuato a pensare. E sarà forse per il fatto che ieri l’ho conosciuto di persona, sarà per il libro che avevo appena terminato, sarà perché il nostro mestiere è pensare, mi sono ricordata di quando Azazel aveva parlato dell’eterna seconda toccando corde del mio cuore che fanno molto male. Allora ho avuto un pensiero e l’ho scritto. Perché poi so che al mattino le parole svaniscono e rimangono solo i contenuti. L’ho scritto sul mio terzo libello:

    3-4.10.07 NAUSEA h. 3:10

    …L’eterna seconda dell’unico uomo con cui avevo condiviso una casa e, credevo, un amore; l’eterna seconda dell’uomo che mi ero imposta di non amare e che ho scoperto di non poter fare a meno di desiderare quando ormai era troppo tardi; l’eterna seconda di tutti gli uomini, se così si possono chiamare, che dopo, o prima, avevano scelto un’altra.

     

    Ma ora dovrei tornare a parlarvi del libro che ho letto. Sarà dura scegliere pochissime sottolineature sulle già pochissime sottolineature che non sono assolutamente pochissime in se, ma nel racconto che ...

     

    Lei gli fece notare che sembrava distratta, ma non lo era.

    Lui sottolineò che sembrava distratta, ma non lo era.

    Lei capì con piacere che lui aveva notato.

     

    Catullo: Un cuore scisso.

    “Odio e amo. Perché lo faccio, ti domandi forse. Non so, ma così sento. Ed è una croce.”

     

    “Sei tu ad avere il coltello dall parte del manico” disse lei.

    “Non so, ti giuro che non so come si possa, con il coltello dalla parte del manico, riuscire a farsi tanto male quanto me ne sto facendo io ora.”

     

    Le curve di lei seguivano il ritmo delle mani di lui.

     

    “Io non so se puoi dormire. Ma se dormi ti auguro di dormire male e di avere incubi. Se dormi bene e sogni, nei tuoi sogni devo esserci io.”

     

    “Che voglio da te?”

    “Non lo so. Che vuoi?”

    “Te.”

    “Vuoi vivere con me?”

    Lui zitto.

    “Ripeto: vuoi vivere con me?”

    “Non posso. Ho firmato una cambiale senza scadenza.”

     

    Facciamo finta che questa torta sia il tuo cuore. Tagliamola a fette. Una per la mamma, una per il papà, una per i fratelli, una per i figli, una per gli amici, una per la partner. Ecco, è finita la torta. Io?

    Lei era arrivata tardi alla festa e avevano dimenticato di conservarle una fetta di torta. Ma forse lei a quella festa non era stata affatto invitata e si trovava lì per sbaglio. In ritardo e per sbaglio. Ci vuole una grossa a abilità a capitare sempre nel momento sbagliato e lei era bravissima in questo. Un giorno avrebbero inventato un premio per questo genere di primato.

     

    “Perché metti le arachidi nell’insalata mista?”

    “Mi piacciono”

    De gustibus non disputandum est.

     

    Tre anni, solo tre anni prima, e tutto sarebbe stato diverso.

     

    “Mi prometti che avrai cura di te?”

    è una cosa che devo per forza fare, perché non c’è nessuno ad aver cura di me.”

     

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    DAZEROADIECI.. ZERO SPACCATO

    Io ricordavo che non mi era piaciuto, proprio no. Anche se c'è un attore che mi piace sempre molto e che fa sempre la parte del gay della situazione.. questo film fa veramente cagare per tutto: Trama, dialoghi, recitazione tutto.. è un miscuglio di cazzate allucinanti che scazzottano tra loro per convincerci che la vera vita è rimanere stupidi ragazzini che credono di affrontare grossi problemi quando ormai a 35 anni passati bisognerebbe essere uomini e donne, che vivono come tali! Blear disgusto. La mia pagella, per rimanere in tema con questa cazzata di film, è 0.

     

     

     

     

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