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SABATO 31 MARZO WAKE UP!
rock d'autore extra I RATTI DELLA SABINA I Ratti della Sabina sono un gruppo musicale formato da elementi provenienti dalla provincia dalla Sabina (Rieti). Il loro nome deriva dallo storico “ratto delle sabine”, provenendo dalla provincia Rieti, in Sabina, hanno fatto di un ratto stilizzato in un cartello stradale di pericolo il loro logo. Già dagli esordi la dimensione live è fondamentale per il gruppo. Apprezzano anche suonare come musicisti di strada, agli esordi a Piazza Navona a Roma, al Carnevale liberato di Poggio Mirteto del quale non mancano mai un appuntamento, ai festival come il Ferrara Buskers Festival. Dal vivo, spesso, suonano senza scaletta lasciando all'improvvisazione la successione dei brani. Agli inizi viaggiavano su due auto piene zeppe fino all'inverosimile, nel 2004 hanno acquistato un furgone che hanno finemente decorato in stile "murales" e che oramai è parte insostituibile della loro immagine. I Ratti nascono nel 1996 dall'incontro tra Stefano Fiori e Roberto Billi, i due frontmen, nonché autori dei brani. Si aggiungono man mano gli altri membri, prima la componente folk: Alberto Ricci alla fisarmonica e Alessandro Monzi al violino, poi quella rock: Carlo Ferretti alla batteria (e successivamente anche al pianoforte) e Valerio Manelfi al basso, alla fine Eugenio Lupi alla chitarra elettrica, il sound acquisisce sempre di più sonorità e ritmiche tipiche del folk rock, con una predilezione per il rock. Nel 1998 registrano e autoproducono il primo disco Acqua e terra, che verrà poi rimasterizzato e pubblicato nel 2004. Oltre ai sette compare la collaborazione di Paolo Masci che successivamente entra in pianta stabile nel gruppo. Nel 2001 registrano, in casa di Roberto Billi, Cantiecontrocantincantina, disco prodotto da UPRfolk, che si calcola abbia ventuto più di 5000 copie, per un disco che non è stato distribuito dalle grandi catene è un piccolo successo, ottenuto soprattutto in provincia di Roma grazie a Radio Rock che trasmette Il funambolo. Tra gli ospiti figurano Raffaello Simeoni e Margerita D'Ubaldo. Nel disco alcuni brani del precedente (Nel giorno della liberazione e La ciucca) e alcuni brani che verranno poi ripresi nel successivo: Linea 670 autobus della rete dei trasporti di Roma che attraversa un campo nomadi in zona Marconi, Il Giocoliere omaggio a Gianni Rodari, personaggio cui i Ratti sono particolarmente legati per l'insegnamento di "rimanere bambini", La tarantella del serpente, leggenda sabina (ma ne esistono di simili altrove, si pensi alla Fola del magalas dei Modena City Ramblers con Paolo Rossi che narra una leggenda simile in dialetto emiliano) che parla del Serpente Regolo. Nel 2003 pubblicano Circobirò, loro terzo album, probabilmente il migliore e quello che li porta ad una certa notorietà. Brani rock, melodie popolari, tarantella e combat folk, canzone d'autore e testi impegnati, sociali e politici, ma sempre con molta dolcezza e senza slogan e spesso molta ironia. Musica per le orecchie e per la mente. Roberto Billi firma la maggior parte dei brani, una parte minore quelli di Stefano, che nel frattempo è impegnato con la tesi di laurea. Grandi ospiti nell'album: Marino Severini dei Gang ne L'uomo che piantava alberi, ; Stefano "Cisco" Bellotti e Francesco Moneti dei Modena City Ramblers ne Il mercante; Andrea Ra, cantautore romano, ne Lo scemo del villaggio e poi di nuovo Raffaello Simeoni ex Novalia e Margherita D'Ubaldo, inoltre la grafica dell'album è completata da disegni di Francesco Musante. Ci sono citazioni: Fernando Pessoa (Il violinista pazzo), Bruno Ciammola (La morale dei briganti), Jean Giono (L'uomo che piantava alberi); c'è la cultura popolare La Tarantella Del Serpente e Il Pifferaio Magico in dialetto sabino; c'è l'omaggio a Gianni Rodari in il giocoliere. Nel 2005 esce A passo lento quarto disco, sotto la direzione artistica di Alessandro Finazzo detto Finaz della Bandabardò. Anche qui la serie degli ospiti è nutrita: Finaz che suonachitarra acustica, violoncello, contrabbasso, organo, synth e cori ed è co-autore de Il re dei topi, Mimmo Locasciulli e Raffaella Misiti degli Acustimantico, ancora Raffaello Simeoni. Gli stilemi rimangono simili, ma non per questo perdono vigore e originalità: c'è ancora Gianni Rodari in La rivoluzione e Dopo la pioggia con tanto di partecipazione di Maria Rodari, ci sono ancora leggende sabine ne L'abbatuozzo, c'è il brano di apertura La giostra che presenta il disco (come nel precedente era il circo presentato da Circobirò).
VENERDI' 30 MARZO Wake Up!
GIORGIOCANALI&ROSSOFUOCO Il chitarrista dei PGR (e dei CCCP e CSI prima) è uno dei più grandi personaggi del rock italiano. A breve l'uscita del quarto album di GiorgioCanali&ROSSOFUOCO Nell'attesa gustiamoci i concerti acustici in cui presenterà dal vivo in versione del tutto inaspettata vecchi e nuovi brani nella formazione ROSSOTIEPIDA che vedrà sul palco oltre a Giorgio con la sua chitarra acustica anche Marco "Testa di Fuoco" Greco e Marta Coletti al violoncello.
Saremmo dovuti essere solo noi... io, il mio libello e la mia macchinetta catturatutto. Invece no: loro come una cretina li ho lasciati in macchina per non avere pesi.. e invece. ... Il problema è mio che mi ficco nei casini e poi vorrei solo.. non riesco a essere più veramete naturale, e non vedo l'ora di scappare, e stare nel mio mondo solitario. .. che volete se provo questo senzo di disagio e di insofferenza? Ecco si insofferenza.. mi dispiace .. davvero.. ma io sono così.. mi sento un po' in gabbia e la colpa è solo mia. Adesso ho bisogno di ..... Buonanotte.. a domani.. ARRIVA GINO!! .. con gli amici che non teo di deludere posso essere sempre scorbuticamente allegra e sincera!
sarà che questa nebbia mi nasconde l’orizzonte, sarà che un po’ più in là, sono convinto: non c’è niente. sarà il fumo negli occhi, sarà il male di te, sarà che non mi va di cercare risposte che soffiano in un vento che non c’è. sarà che basta crederci e poi va tutto meglio, sarà che reoccuparsi troppo è sempre un grosso sbaglio, sarà che forse sono daltonico, ma devo dire che questo cielo, invece di essere sembre più blu, a me sembra sempre più nero, sarà che le ragazze con cui esco hanno tutte i mostri sotto il letto, le ragazze con cui esco hanno sempre un incubo nel cassetto, sarà che, in fondo, dentro questa nebbia ci sto bene, sarà che questo pessimismo, troppo spesso, mi conviene, saranno gli occhiali da sole, sarà l’umidità, sarà che se canti la vie en rose io ci vedo la mort en noir, sarà che le ragazze con cui esco hanno tutte i mostri sotto il letto, le ragazze con cui esco hanno sempre un incubo nel cassetto, le ragazze con cui esco hanno tutte i mostri sotto il letto, le voci nella testa e fanno il nido in mezzo alla tempesta, sarà che hanno spesso qualcosa che non va, sarà che non l’ho mai cercata la felicità, sarà che le ragazze con cui esco hanno tutte i mostri sotto il letto, le ragazze con cui esco hanno sempre un incubo nel cassetto
... il concerto è stato bello. Certo secondo me in quel posto, poi acustico, perde molto. Alla fine del concerto Giorgio Canali e il santo niente hanno fatto un "esperimento" e li è stato davvero bello e rock. sono bravi e poi alla batteria c'era il ragazzo che lavora per la sicurezza da noi! Eheheh
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Citazione dallo Spazio Personale di Antonio
lui di nascosto osserva te, tu sei nervosa vicino a me. lui accarezza lo sguardo tuo, tu ti abbandoni al gioco suo. ed io tra di voi se non parlo mai ho visto gia' tutto quanto. ed io tra di voi capisco che ormai la fine di tutto e' qui. lui sta spiando che cosa fai tu l'incoraggi perche' lo sai. lui sa tentarti con maestria tu sei seccata che io ci sia. ed io tra di voi se non parlo mai osservo la vostra intesa. ed io tra di voi nascondo cosi' l'angoscia che sento in me. lui di nascosto sorride a te, tu parli forte, chissa' perche' lui ti corteggia malgrado me, tu ridi troppo, hai scelto gia'. ed io tra di voi se non parlo mai ho gonfio di pianto il cuore. ed io tra di voi da solo vedro' la pena che cresce in me. oh, no! non e' niente, forse un po' di fatica. cosa vai a pensare? al contrario! e' stata una magnifica serata si' una magnifica serata ! una magnifica serata !
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dal BloG di Anto, leggo, agisco, e condivido con voi
Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi
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Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
Emergency
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Dal BloG di Barbara Schiavulli
Ajmal e Ramatullah
Non si hanno ancora notizie di Ajmal Nashbandì, il traduttore di Daniele Mastrogiacomo, l’inviato di repubblica tenuto in ostaggio dei talebani per due settimane e rilasciato il 19 novembre scorso. Non si sa nulla neanche di Ramatullah Hanefi, il manager dell’ospedale di Emergency di Lashgargar, prelevato il 19 scorso dai servizi segreti afgani perché aveva fatto da mediatore con i talebani riuscendo poi a far liberare il giornalista italiano. Due vite che si sono intrecciate quasi per caso, due storie diverse con un comune denominatore, quello della confusione e della sregolatezza che si vive in questo pezzo di mondo. Ieri i giornalisti italiani che sono rimasti a Kabul hanno incontrato i colleghi afgani per cercare di tenere alta una storia che per molti sta cadendo in quel dimenticatoio che fa dei reporter di altri paesi, giornalisti di serie B. L’incontro è stato organizzato all’ambasciata italiana: “La questione del rilascio per noi italiani non è chiusa. Il nostro governo ha trattato e richiesto il rilascio di tutti e tre gli ostaggi. Perché la vita umana non ha nazionalità”, ha detto l’ambasciatore Ettore Sequi, ricordando anche l’autista di Mastrogiacomo, Sayeed Agha sgozzato qualche giorno dopo il rapimento e che ha lasciato a Kandahar quattro bambini e una moglie che ora senza il sostegno del marito e nella vergogna di essere stato ucciso perché considerato una spia, non sa di che vivere. “La Repubblica ha lanciato una campagna per raccogliere soldi – ha detto l’ambasciatore alla stampa afgana – per garantire un futuro a quei bambini. Questa storia ha creato molta commozione in Italia”. Una brutta e preoccupante storia, piena di errori e punti neri, dove tre famiglie sono alla sbando, schiacciate dal dolore e dalla consapevolezza che per loro potrebbe durare ancora a lungo.
| Domani saranno in viaggio... Anto grazie grazie grazie grazie. E non ditemi che sono ermetica. E' cosi. Oggi deve essere cosi'......finalmente.. oltre ad essere partiti sono anche arrivati.. erano un regalo, una sorpresa.. per questo ero ermetica. Ma ora la destinataria li ha ricevuti nella lontana e affascinante provincia di Siena.. ci vedremo Stef, probabilemente in Umbria o dove vorrai!
Un libro che raccoglie 10 anni di interventi sul ruolo della Chiesa, della politica, delle istituzioni nel mezzogiorno. Perché riformatore? Perché sulla scia di Dorso, Fiore, Scotellaro, Salvemini…. da vescovo “ha infranto le regole del buon costume episcopale, frantumato le sbarre invisibili dell’esclusione sociale, sovvertito l’ordine dei valori dominanti”. Facendo sostanzialmente due cose: del sud una categoria non solo geografica, ma una condizione vera di rinnovamento perché, come dice Franco Cassano nella Postfazione “Sud è la straordinarietà di una condizione che pone tra gli ultimi, che getta tanti nel cuore delle difficoltà e delle sofferenze, ma proprio per questo li avvicina alle possibilità di essere i primi”. E poi affidando alla Chiesa il ruolo che le è proprio di generatrice di futuro, di speranza, di salvezza. Un libro importante ancora oggi perché il cambiamento che questo tempo ci sta chiedendo è una sfida da giocarsi a tutto campo, senza ergere trincee ma promuovendo il dialogo e l’ascolto. Senza trasformare gli altari in barricate.
se a Natale, Babbo Natale non ti porta il regalo che avevi chiesto, ma magari uno molto molto più bello... tu che fai? Già ti immagino: punti i piedi, no, avevo chiesto quell'altro regalo! e lì per lì neanche lo guardi, il regalo. Pianti, strilli e ti domandi: "cosa ho fatto di male? ci deve essere stato un errore". E non senti ragioni. Poi, passata la rabbia, quando tutti sono usciti dalla stanza, ti immagino che pian piano apri il pacco... che meraviglia... Ma io devo fare la parte di quella che si è arrabbiata... vabbè, non mi vede nessuno, posso guardarlo meglio... sai che è proprio bello? Però non voglio dare soddisfazione, non lo dirò che mi è piaciuto. Poi passano gli anni, e quel bel regalo diventa una cosa normale, poi ancora altri anni, e quel regalo diventa la cosa più bella che tu possa mai aver ricevuto
Technorati tags: sud a caro prezzo, sud, il cambiamento come sfida, don Tonino, Antonio Bello, libri, Luigi Vittorio Berliri, Milena Portolani, pace, è Francesc@ e basta, casa famiglia, casa blu, handicapp, una voce nel deserto, stef, vivere la fede Che sorpresa. Torno a lavoro dopo una settimana, smisto la posta e tra fatture, comunicazioni, shede etc..cosa vi trovo? Un pacchetto tutto per me.. solo per me.. personale.. non di lavoro.. da Stella.. la mia amica del cuore.. COME HA FATTO?? Solo venerdi' le ho dato l'indirizzo per msn.. non credevo dicesse e soprattutto FACESSE SUL SERIO. Alla fine me lo ha spedito il libro che l'ha fatta tanto ridere. E' quello di Pulsatilla, ovvero LA BALLATA DELLE PRUGNE SECCHE. Ora ho capito che questa non e' quella che credevo.. ma quella che va spesso a la grande notte! eheh e ci voleva tanto! 'Notte.

Technorati tags: lady, oscar, lady oscar, pippi calzelunghe, pippi, calzelunghe, mafalda, sylv, shanka, silvana, quino, fumetti, tv, telefilm, versailles, rosa, cartoni, cartoni animati, mangasnoopy, woodstock, charlie brown, peanuts, alice, lewis carrol, alice nel paese delle meraviglie, Charles M. Schulz Beh siamo pure in ritardo ma.. x ora in questa Ecoteca ci sono solo io. Il fim non è ancora iniziato e io attendo il mio The allo zenzero e non so cos'altro.. dice che purifica! Uh ecco è entrata un'altra donna. Uomino no eh?!? Meglio così che per come sto bianca e disfatta da debolezza e medicinali perderei i migliori incartamenti. Ho cambiato The: arancia e cannella tanto per cambiare.
Mi guardo intorno, e guardo il film, qua molti conoscono proprio di persona i personaggi del film (gente è arrivata). Ho 30 anni e quante cose mi sono persa in questa vita? Poche x molti, Molte x diversi, Diverse x me. E quello che vorrei fare nel prossimo Futuro è incompatibile col recupero del Passato perso. Forse è giusto così, si lo è.. sempre che riesca a realizzare il mio Futuro.. almeno quello visto che il Passato è andato. Per ora vorrei un Presente pieno, e invece ce l'ho a metà. Metà ho detto, non vuoto.. decisamente un buon passo per riempirlo almeno di 3/4.. che sono veramente pochi quelli che possono dire di averlo pieno, e quei pochi nemmeno lo fanno.
Oggi sono praticamente stata a Bologna.. Mi spiego, ci provo, un po' meglio: Già è una cosa libidinosa stare in un locale carino, con bella gente, su un divano, un The tutto per te (hehe) sul tavolino e un FiLm proiettato davanti a te. Se poi questo film è PARIS DABAR siamo a cavallo del cavallo.[Trama: Bologna, quartiere popolare del Pratello: una quarantina di persone si sfidano in una gara mitica che nel suo percorso attraversa ben quattro bar. Ogni tappa, un bicchiere. Ogni bicchiere, un tot di punti. Vincerà chi, in quattro ore, riuscirà a totalizzare più punti o, molto più realisticamente, a rimanere in piedi.] Io, x quasi 2 ore, ho creduto di essere a Bologna, per le strade, a bere, fumare, baciare... (se non l'avete visto FATELO!).
Oggi mi sono goduta appieno la mia malinconica solitudine. Uau. E adesso.. aperitivo lungo pro africa al Tabularasa. Che poi più precisamente è pro MSF. Davide non c'è, c'è Luca. Non ho preso l'aperitivo in realtà ma solo un succo d'arancia.. e Luca ha detto che non può farmi pagare un bicchiere di succo! Vabbè tornerò presto!
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Che figata... sto scrivendo il mio secondo posto col LiveWriter (a proposito devo andare a ringraziare chi mi ha detto cosa e da dove installare cio' che mi serviva)
Mi risparmia un sacco di tempo per fare le mie cosuccie. Mannaggia ho un dolore allo stomaco che non è proprio allo stomaco. In questa settimana ho fatto le ferie forzate in camera. Che palle: ho la tonsillite, adesso và meglio ma lunedì notte è iniziato il calvario con la febbre e la gola che non potevo usarla nemmeno per bere... non ho avuto la forza di trovare subito un dottore e mi sono messa in ferie, il dottore è venuto solo venerdì... e non aveva nemmeno il libretto per il certificato... perciò mi sono presa una settimana di ferie per starmene malata a rincoglionire sola come un cane in una minuscola nonchè squallidissima camera d'albergo. Divento pazza a momenti... uff. E non ho letto nemmeno tanto perchè quando avevo forza di fare qualcosa rincoglionivo appresso a internet.. che va e viene.. oggi ho preso seriamente in mano La scomparsa dei fatti e sto cominciando a detestare un sacco di personaggi che prima mi erano simpatici (Gad Lerner, Sofri, Bignardi, etc...) vabbè io sono così, prendo sempre tutto a cuore ma esagero. Comunque ho deciso di seguire la regola di Carmen consoli: leggere 10 pagine al giorno di 3 libri diversi, così con questa disciplina in un mese leggo all'incirca tre libri... mamma quanti ne ho da leggere cavolo! Beh adesso scappo a una cinerassegna in una enoteca.. ho chiamato e non ho capito cosa trasmettono ma chi se ne frega .. io voglio uscire e adesso vadooooo Cumunque io saro' qui!: View map
ieri notte mi sono imbattuta in questo film.. in cui a un certo punto uno dei miei attori preferiti (cosa gli farei, non so perche', nonsotante abbia visto diversi film in cui interpreta il ruolo di un Gay) all'improvviso diventa un altro dei miei attori preferiti.. e' stato divertente..
Titolo: Nessun messaggio in segreteria
Nazione: Italia
Anno: 2005
Genere: Commedia
Regia: Luca Miniero, Paolo Genovese
Cast: Pierfrancesco Favino, Carlo Delle Piane, Lorenza Indovina, Anna Falchi, Valerio Mastandrea
Trama: Allarmanti i dati Istat sull'occupazione: per ogni giovane che lavora c'e' un anziano che sta in pensione. E' questa la notizia che scatena l'ossessione di Walter, un pensionato di 70 anni che non sa come occupare il suo tempo libero. Da quando la legge sui maggiori quotidiani nazionali infatti non fa che ripetersi: "Se c'e' qualcuno che sta lavorando per me, io lo devo aiutare". E dopo una lunga e faticosa ricerca lo trova. Si chiama Piero, e' un giovane impiegato, integerrimo e infaticabile, ma soprattutto timido, molto timido. Fra gelosie e ripicche i due stringeranno un rapporto di amicizia molto particolare e Walter diventera' per Piero maestro d'amore, aiutandolo a conquistare l'unica donna di cui e' innamorato, ma che ancora non conosce: Francesca una spazzina che fa il turno di notte e che Piero vede tutte le sere sotto alla sua finestra.
Technorati tags: nessun, messaggio, segreteria, film, favino, delle piane, indovina, falchi, mastandrea, miniero, genovese, italia, 2005, silvana, sciancalepore
Perchè i peggiori? Beh, lo dicono le statistiche della comunità europea. Sì, ok. Ma perché metterci proprio i giovani, che così sembra che i peggiori siamo noi? Ci mettessero i dati o qualcos’altro. O ancora meglio le facce dei consiglieri regionali, che è grazie a loro che la Calabria è finita sulle pagine dei giornali di tutta Italia e Europa. E i primi di cosa poi? È così che ci presentiamo? Pensando di poter essere un giorno i primi, lasciando l’ultimo posto a qualcun altro? E il “si” di “si siamo calabresi”? Dov’è l’accento? Qua il rischio è di passare oltretutto anche da ignoranti, e ti viene pure il dubbio che non si sia trattato nemmeno di una svista.
A parlare sono alcuni dei tanti giovani calabresi indignati per il l’iniziativa. La pubblicità in questione è una campagna “istituzionale” firmata Oliviero Toscani per conto della Regione Calabria, con l’obiettivo di creare un “percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni” nei confronti dei ragazzi calabresi. ‘Azz, da una parte gli slogan che accomunano tutti i calabresi a un’idea negativa e criminale (I Peggiori? Malavitosi? Incivili? Ultimi della classe? Inaffidabili?), dall’altra i visi puliti dei giovani. Così lo scatto di Toscani capovolge il significato negativo degli slogan ironizzando sulla loro banalità. Le uscite previste sulle varie testate nazionali prevedono una spesa di 900 mila euro. Però! E i ragazzi calabresi sottolineano le parole del Presidente della Regione, Agazio Loiero: “Perché prima di comunicare bisogna fare” e “ Peggio di così non possiamo andare”. Riperò! E le parole di Nicola Adamo, vicepresidente e assessore al marketing territoriale: “Meglio riappropriarci della nostra immagine negativa e fare dell’autoironia, che magari non cambia le cose, ma dimostra che la calabresità può essere sinonimo di voler andare avanti”. E allora, se in gioco c’è la voglia di ripartire, Giandomenico un ragazzo calabrese, ci tiene a dare un contributo. Se questa campagna è “un’operazione verità” come dice Adamo, ecco che Giandomenico prende e scrive:
Siamo calabresi. I nostri politici sono quasi tutti inquisiti. Siamo calabresi. Moriamo per un’appendicite. Siamo calabresi. Ogni anno rispediamo al mittente fondi europei per lo sviluppo, quando non li facciamo sparire, perché non siamo capaci di gestirli. Siamo calabresi. Il nostro mare è diventato un deposito per rifiuti e lavatrici galleggianti. Siamo calabresi. Per fare 400 km ci mettiamo dieci ore, macchina o treno che sia.
Quello che non riesce a muovere l’indignazione per la ‘ndrangheta, la corruzione, i depuratori che non funzionano, riesce la pubblicità. [fonte diario della settimana – Maddalena Oliva]
Di discussioni se ne sono aperte a valanga su questa pubblicità. Forse si esagera o forse no, ma è comunque giusto che se ne discuta… almeno un effetto l’ha ottenuto: discutere, confrontarsi, reagire.
Vi indico una serie di link dove poter trovare discussioni e approfondimenti:
e queste immagini della campagna “Qui Calabria, Anno Uno" con cui il forum di “e adesso Ammazzateci Tutti” ha voluto raccontare, senza polemizzare, la Calabria che è già cominciata fuori dai luoghi comuni.
Tu come ci riesci a fare in modo che il sorriso non ti si appassisca mai quale crema metti che soluzione usi per difendere quell'ingenuità quali discorsi giudichi perfettamente inutili e quali percorsi ti pesano Io fortunatamente sono dotato di una scarsa sensibilità se no diversamente io non stavo qua, non ci stavo qua e merito anche un minimo rispetto per la totale assenza di creatività di amore non dispongo però ne prendo la giusta quantità Com'è che tu non cresci cos'è che sei un nuovo Dorian Gray il vero Peter Pan davvero mi stupisci e questo già è stranissimo chè io non mi stupisco mai non erano previsti questi attimi perfettamente inutili e adesso che mi lasci mi pesano Io fortunatamente sono dotato di una scarsa sensibilità se no diversamente io non stavo qua non ci stavo qua e merito anche un minimo rispetto per la totale assenza di creatività di amore non dispongo ma fermati un momento così ne prendo la giusta quantità la giusta quantità
Io fortunatamente – Daniele Silvestri

Citazione dal Blog di ArMi
ogni anno quasi il 4% delle terre fertili scompare
ad ogni lavaggio girano 50 litri d’acqua
per un miliardo di persone lavare i piatti sarebbe un lusso
un essere umano ha bisogno di almeno 40 litri d’acqua al giorno
50 litri d’acqua che in media consumiamo per una doccia
nel 2020 3 miliardi di persone al mondo potrebbero non avere più acqua
l’acqua ricopre la superficie terrestre per più di 2/3, il 97% è salata. Ora lo sai.

Bluvertigo - Vivosunamela
Ho sempre rifiutato, io, di essere compreso perch essere compreso vuol dir prostituirsi preferisco essere preso, io, molto seriamente per quello che non sono, io, ignorato umanamente Oggi un uomo vero in questo tempo non pu pi accettare la necessit fatale della guerra nazionale Oggi un uomo puro in questo impero non pu pi accettare insegnamenti di morale O sei un santo o un carnefice IO sono un pazzo, VIVOSUNAMELA guardo la gente ubriacarsi con me sono un pazzo, VIVOSUNAMELA guardo la gente bere e ubriacarsi di me Ho sempre rimandato, io, le me immense mie scadenze perch essere puntuali, io, vuol dire esser fiscali e se programmi la tua vita tu non ti accorgi ch' gi noia la tua vita programmata e vorrai farla finita Oggi un uomo vero in questo tempo non pu pi legarsi a questo mondo materiale e poi sentirsi originale Oggi un uomo puro in questo impero non pu pi fallire deve vivere agli estremi O sei un santo o un carnefice IO sono un pazzo, VIVOSUNAMELA guardo la gente ubriacarsi con me sono un pazzo, VIVOSUNAMELA guardo la gente bere e ubriacarsi di me Oggi un uomo vero in questo tempo non pu pi legarsi a questo mondo materiale e poi sentirsi originale Oggi un uomo puro in questo impero non pu pi fallire deve vivere agli estremi Io sono un pazzo, VIVOSUNAMELA guardo la gente ubriacarsi con me sono un pazzo, VIVOSUNAMELA guardo la gente bere e ubriacarsi di me Perch io sono un pazzo
Sacrosanta Verità Marlene Kuntz
Sono stufo di quello che le parole non dicono quando vengono dette passando in rassegna combinazioni del cazzo di pensieri stupidi, che con un soffio svaniscono, come quelli di chi non capisce quel che fin qui è stato detto (e chi un giorno capirà meno stupido sarà e così la tv, per esempio, si rifiuterà di invitare a darsi pena per lui, distraendolo un po' e rendendogli sorda la sua esistenza così poco speciale) Sì, questa è pura verità e io lo so. Sì, sacrosanta verità e io lo so. Sì, la verità che io so. Sono stufo di quello che le parole dicono quando son l'evidenza di un immacolato buon senso comune, o volendo ci rido su ed ammicco alla vanità che si bagna nell'autocoscienza di sapermi non banale. Se chi, giunto fino a qua, scaglia la sua pietra contro un rompicoglioni che dice cazzate del tipo preso male o è una nullità (con o senza pietà) o detesta le prediche. Fine di questa canzone con cui sognare. Sì, questa è pura verità...
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La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e cosi, tricchete tracchete, il trauma e' gia' bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perche' stai bene, e la prima cosa che fai e'andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.
Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.
Lavori quarant'anni finche'non sei cosi' giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.
Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilita', finche' non sei bebe'
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.
Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Santo protettore dei bar San Bitter
Santo protettore dei rinfreschi San Dwich
Santa protettrice dei rinfreschi Santa Artina
Santi protettori degli ubriachi San Giovese San Buca
Santo protettore degli ubriachi spagnoli San Gria
Santo protettore dei fast-food Santo Stapane
Santo protettore dei ricami San Gallo
Santa protettrice degli erboristi Sant'Isana
Santo protettore delle lingue indoeuropee San Scrito
Santo protettore dei malati San Atorio
Santo protettore dei sollevatori di peso San Sone
Santo protettore degli idraulici San Itario
Santo protettore dei pomodori San Marzano
Santo protettore dei calzolai San Dalo
Santo protettore dei vigili San Zione
Santo protettore dei gelatai San Montana
Santo protettore dei pasticcieri Saint Honoré
Santo protettore dei diuretici San Gemini
Santo protettore dei prosciutti San Daniele
Santo protettore delle bibite analcoliche San Pellegrino
Santo protettore delle valigie San Sonite
Santo protettore delle patatine San Carlo
Santo protettore dei telefonini San Sung
Santo protettore delle caramelle San Agola
Santo protettore dei rivoluzionari San Culotto
Santo protettore dei sadici San Guinario
Santo protettore dei feriti in guerra San Guinante
Santo protettore dei parassiti San Guisuga
Santo protettore dei fedeli San Tino
Santo protettore dell chiese San Tuario
Santa protettrice dei Romani San Nita
Santo protettore dei drogati San Francesco d'Ashish
Santa protettrice dei collassati Santa Rita s'Accascia
Santo protettore degli innamorati San Frattiamo
Santa protettrice della fica San Bernarda
Santo protettore delle tigri San Dokan
Santo protettore dei pescatori San Pei
Santo protettore di Don Chichotte San Chopanza
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