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    Giovedì

    Da domani sono a Roma.

    Non so per quanto.
    E non so quando tornerò a scrivere.

    in questi giorni ho letto libricini

          Dall'altra parte del binario - Fabio Volo
               Il vestito arancione - Isabella Bossi Fedrigotti
          Un giorno da cani - Melania G. Mazzucco
               La ragazza che guardava l'acqua - Giorgio Faletti
          Jimmy della collina - Massimo Carlotto
    Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel - Massimo Carlotto


    E posso dunque dire la mia.. in breve.. ma veramente breve:
    Faletti e Volo sapranno anche scrivere (mi piace il fatto cha siano semplici e comprensibili) ma cosa vogliano scrivere non si sa.. Faletti forse voleva dire che non tutte le persone brutte fisicamente sono cattive, e Volo forse voleva dire che stare con una bella ragazza solare e dolce e volerle bene può bastare per farsi una scopata in treno con una sconosciuta con un divorzio alle spalle... DUE RACCONTI a dir poco INUTILI.
    Il vestito arancione è carino, sarà pieno di banalità e leggerezze della vita quotidiana (non di tutti per carità, ma di molti) e sono scritte bene. Fa sorridere, anche se forse dovrebbe far riflettere e arrabbiare.. vabbè comunque ci sta.
    Un giorno da cani, insieme a quello di  Saviano (il contrario della morte) e di Fo (Eloisa) è il racconto, tra questi corti di carta, che più merita di essere letto. Mi è piaciuto tanto.
    E poi ci sono i due racconti per ragazzi di Carlotto. Sicuramente i più belli, i più ben scritti (parliamo daltronde di un vero scrittore)e che lasciano il segno perchè si parla di storia e di vita vera.. quella di cui non ci interessa, quella che crediamo lontana da noi.

    Rivolgio le mie ali nere. Rivoglio quello che non c'è?

    Ho questa foto di pura gioia
    E' di un bambino con la sua pistola
    Che spara dritto davanti a se
    A quello che non c'è
    Ho perso il gusto, non ha sapore
    Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
    Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
    Su quello che non c'è
    Arriva l'alba o forse no
    A volte ciò che sembra alba
    Non è
    Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
    Su quello che non c'è
    Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
    Rivoglio le mie ali nere,
    il mio mantello
    La chiave della felicità è la disobbedienza in se
    A quello che non c'è
    Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
    Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
    Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
    Quello che non c'è
    Curo le foglie, saranno forti
    Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
    Ma questo è camminare alto sull'acqua e
    Su quello che non c'è
    Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
    Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
    Fottendosi da se, fottendomi da me
    Per quello che non c'è