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    Discussione su Sayonara, gangsters

    In fondo il nostro secolo assomiglia all'uomo di bronzo, prigioniero come lui di una corazza di materialismo dura e scintillante. Ma anch'esso crollerà, per aver soffocato un'anima che non può vivere soltanto di idee e di parole.
    Mai lo sguardo dell'uomo è stato avido come oggi, mai la sua ricerca così disperate, soprattutto perché l'arte lo ha abbandonato. L'orribile malinteso realistico, nato dalla sorda incomprensione della borghesia ottocentesca, ha portato l'arte a una specie di suicidio.

    GOMORRA film di garrone


    Non è un film facile, non c'è conforto, non c'è alla fine nessuna apertura possibile.
    Forse la fuga: di Ciro, di Pasquale, di Roberto.
    Di Roberto...

    AMARTI M'AFFATICA - Andrea Porcheddu

    amarti m'affatica mi svuota dentro
    qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto

    amarti m'affatica mi dà malinconia
    che vuoi farci è la vita
    è la vita
    la mia

    amami ancora, fallo dolcemente
    un anno un mese un'ora
    perdutamente

    amarti mi consola le notti bianche
    qualcosa che riempie vecchie storie fumanti

    amarti mi consola mi dà allegria
    che vuoi farci è la vita
    è la vita
    la mia

    amami ancora, fallo dolcemente
    un anno un mese un'ora
    perdutamente
    amami ancora, fallo dolcemente
    solo per un'ora
    perdutamente




    la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
     
    E mi parli così però la vita é subito

    voleva attaccare l'ultimo morso di bomba, che, come è universalmente noto, è il più difficile. Rimane una porzione ridotta di pasta zuccherata da tenere con le dita, un triangolo fritto a malapena capace di trattenere il mare di crema, che tracima minacciosamente. La crema o si rovescia definitivamente sulla camicia e sui pantaloni, completando l'opera iniziata con il primo morso e con il conseguente guizzo di crema impazzito; oppure si lancia in una manovra di ritirata, trovando nuove e inattese vie d'uscita che la fanno riversare sulle mani. Prezioso, nel caso, è l'uso di un tovagliolino-tampone.

    far finta di essere sani.
    Far finta di essere...
    Liberi, sentirsi liberi
    forse per un attimo è possibile
    ma che senso ha se è cosciente in me
    la misura della mia inutilità.


    Il male opaco di rendersi conto, troppo tardi, che abbiamo sbagliato. Che sarebbe stato meglio parlare d'amore invece che offendersi, che sarebbe stato meglio stringersi, e abbracciarsi, e baciarsi, e leccarsi tutto il giorno e tutti i giorni invece che lasciarsi partire, restare stretti sotto una coperta invece che dirsi addio.

    tutta la vita non saprò

    Vivere non è difficile potendo poi rinascere

    Non lo so che succede. So solo che non riesco ad essere felice.
    Come se fosse facile, essere felici. Manca semore qualcosa, sempre un passo. All'ultimo momento guardiamo altrove, e vediamo l'illusione di un'altra possibilità, e la seguiamo, pensando sia quella giusta. Il più delle volte non è così.

    Il suo viso era il suo cuore

    Et moi dans mon coin Si je ne dis rien J'ai le cœur au bord des larmes


    tutti insieme appassionatamente

    Ci sono 4 persone che mi hanno invitato a fare questa cosa. In ordine di apparizione queste sono:

    Alessandro (il cui blog è ancora solo un apagina web, ma lui mi ha fatto conoscere Ceskiello)

    Ceskiello (l'uomo più alto e più bello che mi abbi amai fatto da cavaliere a una festa)

    Ginestra (il fiore in un deserto di malinconia)

    Raffaella (la fotografa più bella)

     

    Ora quello che io devo fare è riportare il regolamento, dunque:

    REGOLAMENTO:
    - indicare il link di chi vi ha coinvolti (l'ho appena fatto)
    - inserire il regolamento del gioco sul blog (vedi, devi fare come sto facendo io)
    - citare sei cose che vi piace fare (non la prendo personalmente come una clausola obbligatoria)
    - coinvolgere altre sei persone (qualcuna in più me la concederete..)
    - comunicare l'invito sul loro blog 

     
    a me me piace: fare l'amore, leggere, ascolatere muscia, vedere film, mangiare, dormire.
     
    ora, escludendo coloro che hanno invitato me (perchè pare non si faccia) io vi segnalo e invito:

    Sayonara, gangsters

    Pioveva a dirotto.
    Sul marciapiede davanti casa, dove si gettava l'immondizia, sotto il cartello "Rifiuti incombustibili: martedì", stavano accoccolati un secchio di plastica, una ragazza e un altro secchio di plastica.
    Erano tutti e tre bagnati fradici, fino all'osso.
    Allungai il braccio, in modo da coprire col mio ombrello anche la ragazza, e dissi: "Qui è vietato gettare persone".
    La ragazza indossava soltanto un t-shirt molto leggera e un paio di jeans e tremava dal freddo. Mi lanciò uno sguardo, uno sguardo diffidente.
    "Miaooo!" miagolò a un tratto la ragazza.
    "Bau bau!" abbaiai io in risposta.
    "Io mi sono laureata in letteratura francese, con una tesi su Proust!"
    "Io mi sono laureato in letteratura russa, con una tesi su Dostoevskij!"
    "Non è vero ho mentito. Ho lasciato il liceo a metà e mi sono messa a lavorare nel giro dei locali notturni."
    "Anch'io ho mentito. Ho lasciato la scuola media a metà e mi sono messo a fare il mantenuto di una ragazza che lavorava nel giro dei locali notturni."
    "Non è vero, ho mentito di nuovo. Ho studiato tauromachiain Francia, alla Sorbona."
    "Mnh, e io ho studiato presso la facoltà di wrestling della Columbia University."
    "Mio padre fa il procuratore, mia madre è membro di una commissione arbitrale per le controversie relative a questioni familiari, e mio fratello è arruolato in marina."
    "Caspita, allora devo stare attento... Mio padre è un ladro, mia madre è alcolizzata e mio fratello fa il pappone."
    "Mio nonno è eschimese e mia nonna è papuana."
    "Ma davvero? Mio nonno era un pigmeo. Quanto a mia nonna pare addirittura che non fosse umana."
    "Io ho otto figli."
    "Ah, mi hai fregato: io ho tre figli, tre nipoti e un pronipote. Fanno solo sette."
    "Ascoltami bene: io sono una lesbica frigida! Lo sono sin da quando mia madre cominciò a flirtare col nostro sanbernardo."
    "Che coincidenza, pressappoco come me: io sono uno omosessuale impotente! Lo sono sin da quando il temperamatite che usavo alle elementari si ruppe."
    "Io ho un solo seno" disse la ragazza alzandosi finalmente in piedi e sorridendo.
    "Il mio collo durante la notte si allunga, ma io mi sforzo di non farci caso. Ti assicuro che la cosa migliore è proprio non farci caso."
    "Ho fame, non magio da secoli! E mi gira anche la testa!"
    Quando mi caricai sulla schiena quella ragazza che a momenti moriva di fame, notai che teneva in mano una cesta.
    "Cos'hai lì dentro?"
    "Enrico IV."
    E' così che Song Book e io ci siamo conosciuti.




    di nuovo qui

    Ora ce l'ho
    internet a casa
    a presto torno tra voi
    e vediamo quali blog nominerò...!