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Discussione su Ho imparatoCitazione da JohnnyDx
Sex and The City - sacrosante veritàE' vero le ventenni sono favolose, ma solo finchè non ne vedi una che sta con l'uomo che ti ha spezzato il cuore.
A Clockwork Orange
"E d'un tratto capii che il pensare é per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione" "Non posso avere la nausea quando ascolto Ludovico Von... vi prego... Lasciate stare Beethoven, lui non ha fatto niente, ha scritto solo Musica...! " "è divertente vedere come i colori del mondo diventino reali solo dopo che li hai visti sullo schermo"
Io ho detto la miaPer la prima volta ho fatto sentire la mia voce, e le mie MINIME condizioni imprescindibili.
Che già rinuncio a tanto.
Adesso attendiamo la risposta.. negativa!
Poi chissà: Guerra??!
![]() iNcONteNtaBiLeLo so, lo so che non mi accontento mai, direte voi.. e invece a me sembra di passare l'esistenza ad accontentarmi. No, non ce la faccio. Cavolo è la mia vita. Una stanza no. Mi sento male al solo pensiero. Questo no. Uno non può tornare indietro su tutto. Ho conqistato l'indipendenza da tanti anni e su questo non riesco a tornare indietro. Preferirei morire che vivere come proprio non voglio. Si, si.. gurdala in prospettiva.. macchè prospettiva. Non ho certezze. L'unica che ho è che non voglio dividere casa con nessuno.
Chi mi aiuta a trovare un monolocale nel milanese?
E devo affittare la mia??? E il mio mondo quando torno giù?????
Vabbè se qualcuno la prende in affitto comincio a pensarci..
Aiuto. MilanoJohnny corre e Tiziana LAvora, e io sono qua a mettervi le uniche foto che trovo sul suo pc!!! HAaa quando lo scopre.!!!
Ieri sera ho finito la presentazione a casa di un grande amico e in compagnia di una pizza riscaldata in padella perchè il forno faceva corto circuito (buona), e sto più serena soprattutto sapendo che nessuno d'importante deve vedere il lavoro di cacca che ho fatto. Domani è il grande giorno X in cui non so cosa dirò, non so cosa mi diranno e soprattutto non so se saprò dove farò cosa e quando. Per il resto ieri mi sono fatta i capelli, oggi sono andata dal giardiniere (il tutto qui a milano). Tra un po' vado a mangiare una pizza a casa di MAtilda così finamente la conosco, domani magari chiamo qualche rutiglianese, mo vediamo, e giovedì sono da voi pugliesi.. se mi volete. Cerco di non pensare che sono a MIlano per 3 sere sennò mi mangio le mani... Grrrrrrrrrr io??Soprattutto in famiglia mi hanno spesso definito così. MA in famiglia si sa, la piccola è sempre, o quasi, così.
Nella vita mi ci ritrovo pure, non sempre, ma a volte.
Certo le coincidenze erano tante, ma pure questa?
Certe volte da' proprio fastidio, ma supero. In fondo non se le cerca nemmeno da sola quella persona.. è che è proprio una calamita per tutti! Io invece devo sempre intromettermi per farmi notare! Eh.. già.. sono proprio fatta male. Meno male che non ce ne sono molti come me.
Adesso scappo! Ci vediamo tra una settimana! onofrioViste le mie condizioni da ieri (e tengo a sottolineare fino a domani) non potevo non riportare questo passo. Il testo completo che faceva proprio al caso è che aimè non ho trovato su internet, mi fu letto ad alta voce tempo fa da una ragazza a casa sua. Che ricordi strani. Di quel giorno ricordo l'emozione e la felicità nell'aver trovato une nuova amica, nel sentire che tutto con lui stava andando per il meglio, nel sentirmi amata e io finalmente libera da tanti fantasmi. Poi, si sa, io non so tenermi nè amici nè amori (sempre se lo sono mai stati) e il resto è storia. Ma non divaghiamo. Il libro poi mi è stato regalato dalla mia migliore amica che da quando non ho chiamato per il compleanno non ho avuto più coraggio di frami sentire. Spero mi perdoni col mio pensiero volante, deollato anche questo in ritardo.
Le metruazioni secondo me potevano non esistere. Pensateci: quel geniaccio di Dio ha pensato a tutto, ma proprio a tutto, e non ha trovato un metodo per far cadere l'ovulo senza strascinarsi appresso tappezzeria e sangue ogni mese?? Non ci credo. Ha fabbricato l'ugola per modulare la voce, ha modellato a colpi di scalpello la perfezione del dente molare, ha persino fatto un lussuoso scivolo sotto il labbro per agevolare la discesa del muco, e non gli è venuto in mente che avere un litro di sangue nelle mutande ogni ventotto giorni potesse essere fastidioso?? No, diciamoci le cose come stanno: le mestruazioni sono una punizione del Signore e servono a ricordarci a scadenze regolari( si fa per dire) che la vita è dolore.
[...] Anche il capitolo "sesso e mestruazioni" è denso di avventurosi risvolti. Con la raffinata formula salsiccia col ketchup si allude alla penetrazione con mestruazioni, una pratica che diverte le prime due volte, poi basta, anche perché cosi' facendo hai mandato in vacca due terzi del corredo. Resta il sesso orale, solo attivo ovviamente, e la masturbazione, anch'essa del tutto univoca. In altre parole non solo hai le mestruazioni, ma devi anche dedicarti al totale vassallaggio del tuo partner. L'unica cosa che ne hai in cambio è un distratto e sporadico pastrugnamento delle tette, che peraltro ti fanno un male boia. track 17
EccoloSiamo rimasti lì, tenendoci le mani per lungo tempo. Leggevo nei suoi occhi le paure ancestrali che il vero amore pone come prove da superare. Scorgevo il ricordo del rifiuto della notte precedente, il lungo tempo che avevamo trascorso separati [..] Leggevo nei suoi occhi tutte le volte che aveva immaginato questo momento, gli scenari che aveva costruito intorno a noi, la pettinatura che avrei avuto e il colore dei miei abiti. Avrei voluto dirgli "si", lui era il benvenuto, il mio cuore aveva vinto la battaglia. Avrei voluto confessargli quanto lo amavo, quanto lo desideravo in quel momento. Ma sono rimasta in silenzio. Ho assistito, come se si trattasse di un sogno, alla sua lotta interiore. Ho visto che aveva davanti a sè il mio "no", la paura di perdermi, le dure parole che aveva già udito in momenti simili [..] Allora ho liberato una mano, ho preso un bicchiere e l'ho spostato sul bordo del tavolo. "Cadrà" ha detto lui. "Esatto. Voglio che tu lo faccia cadere." "Rompere un bicchiere?" Sì, rompere un bicchiere. Un gesto in apparenza semplice, ma che implica terrori che non giungeremo mai a comprendere appieno. Che cosa c'è di sbagliato nel rompere un bicchiere di poco valore, quando tutti noi, senza volerlo, abbiamo già fatto la stessa cosa nella vita? "Rompere un bicchiere?" ha ripetuto. "Per quale motivo?" "Posso spiegartelo" ho risposto "ma, in verità, è solo così, per romperlo." "Per te?" "No, è chiaro". Lui guardava il bicchiere sul bordo del tavolo, preoccupato che cadesse. "È un rito di passaggio, come dici tu stesso" avrei voluto spiegargli. "È la cosa proibita. Non si rompono i bicchieri di proposito. In un ristorante, o nelle nostre case, ci preoccupiamo che i bicchieri non finiscano sul bordo del tavolo. Il nostro universo esige attenzione, affinché i bicchieri non cadano per terrà." "Eppure," pensavo ancora, "quando li rompiamo senza volerlo, ci accorgiamo che non è poi tanto grave. Il cameriere ci dice: "Non ha importanza", ed io non ho mai visto includere un bicchiere rotto nel conto di un ristorante. Rompere bicchieri fa parte del caso della vita e non provoca alcun danno reale: né a noi né al ristorante né al prossimo". Ho dato uno scossone al tavolo. Il bicchiere ha ondeggiato, ma non è caduto. "Attenta!" ha detto lui, d'istinto. "Rompi quel bicchiere" ho insistito io. "Rompi quel bicchiere", pensavo, "perché è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere e ne sono felice. Pensa alla lotta che divampa dentro di te e rompi questo bicchiere. Perché i nostri genitori ci hanno insegnato a fare attenzione con i bicchieri e coi i corpi. Ci hanno spiegato che le passioni dell'infanzia sono impossibili, che non dobbiamo distrarre gli uomini dal sacerdozio, che gli individui non fanno miracoli e che nessuno parte per un viaggio senza una meta precisa. Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano." "Rompi questo bicchiere" gli ho ripetuto. Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere. Con un movimento rapido, lo ha spinto giù. Il rumore del vetro infranto ha richiamato l'attenzione di tutti. Invece di mascherare il gesto chiedendo scusa, lui mi ha guardato sorridendo e io ho ricambiato il gesto. "Non ha importanza" ha esclamato il ragazzo che serviva ai tavoli. Ma lui non lo ascoltava. Si è alzato e, mettendomi le mani tra i capelli, mi ha baciato.
ecco...quel bicchiere si è rotto.... Scelte difficiliPer il 19 sarò costretta a prepararmi qualcosa da dire, ed è bene che io abbia le idee chiare.
Ci sono molti motivi per non pensare a Napoli. E molti per farlo.
Intanto ci penso...
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