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Duemila barchette nella fontana"Anche qui il disturbo artistico"Manifestazione provocatoria di un gruppo di studenti dell'Accademia di belle arti. I vigili urbani hanno cercato d'interrompere l'iniziativa
di Antonella Gaeta
Perchè l'acronimo Acba sta per Accademia delle Belle arti e i motivi che animano questo creativo e anonimo gruppo di studenti è la stessa che ha portato all'occupazione i colleghi dell'accademia di Roma e del conservatorio di Napoli. Ovvero la mancata attuazione della legge 508 del '99 che avrebbe dovuto parificare il titolo di studio dell'Afam (Alta formazione artistica e musicale) alla laurea. "E' una legge ambigua - spiegano - che prima ci raggruppa con le università, con il tre più due e un numero troppo elevato di crediti da raggiungere, e poi non ci rilascia un diploma di laurea, impedendoci di partecipare ai concorsi pubblici". Le conseguenze più gravi per loro sono "la bassissima formazione presente negli istituti, nonché la mancanza di strutture e il sostentamento materiale previsto per legge". Cui si aggiungono i problemi indicati nella sede dell'accademia di via Re David, definita "condominiale", e nella scarsità di aule a disposizione per esercitare praticamente le arti. Tutte ragioni che compaiono proprio navigando sull'indirizzo di "myspace" dove campeggia il loro motto: "Strane cose succedono a Bari", anche trascritto su un megastriscione sistemato su via Capruzzi e sul volantini distribuiti nei giorni scorsi. Da questo momento in poi sono in programma altre otto azioni di "disturbo artistico", totalmente top secret. Il tema dominante, anche in questo caso, sarà il colore. "Agiremo nel rispetto della legge e non creeremo danni alla città" promettono e pensano a "impacchettamenti, palloncini e scatoloni colorati". Anche perchè, il disagio di questo gruppo di futuri artisti riguarda anche il colore della città in generale quando scrivono che "sono stanchi delle mostre tristi dominate da pubblico passivo, delle poche possibilità di crescita che offre la nostra città". E si organizzano perchè: "di fronte a tutto questo non riusciamo a star fermi e a smettere di sperare. Adesso a Bari ci siamo anche noi".non mi piace piùMi piace la poesia Adoro sentire Ma non so scrivere Mi piace la musica Adoro ascoltare Ma non so suonare Mi piacciono i libri Adoro leggere Ma non so scrivere Mi piace la fotografia Adoro sognare a occhi aperti Ma non so fotografare Mi piacciono i film italiani Adoro ritrovarmici Ma non so sceneggiare Mi piace il teatro Lo adoro tutto Ma non so più recitare Mi piace l'arte Adoro incantarmi Ma non so far nulla Viva - overclocker's hellDirettamente dalla Biennale di Venezia, ho ricevuto due fantastici regali.. non vedo l'ora di avere un posto su cui appenderli! VIVA disegna fumetti sul nuovo realismo sociale che ritraggono la quotidianità dei tecnofili sotto forma di doujinshi, mimica culturale giapponese. Contrariamente ad un artista pop che mette la cultura al servizio dell’arte, VIVA è un professionista della cultura che parla per la generazione otaku offrendo, col suo lavoro e la sua vita, un quadro sconvolto del traffico delle culture all’interno del fenomeno della glocalizzazione. Alice e i gattiAlice si è persa tra i gatti... eccovi un gioco: Quanti gatti vede Alice? Scritto da Azazel Discussione su Andrea Rivera a teatro
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