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QUEI BRAVI RAGAZZI di Claudio Fava
DONNE DAGLI OCCHI GRANDI"Nella città di Puebla le storie dell'universo femminile delle "zie" si sfiorano senza intrecciarsi quasi mai. Da due a otto pagine ciascuno, ogni microracconto descrive un aspetto della femminilità - con esiti a volte riusciti, a volte un po' piatti. Comunque una letturina
gradevole, frammentata e quindi ideale per la borsetta." by Nadia .Non bisogna mai esaurire un argomento al punto che al lettore non resti più nulla da fare. Non si tratta di far leggere, ma di far pensare. Charles-Louis de Montesquieu Quando finisce l'infanziaUn pulcino diventa adulto in poche settimane, un gatto in qualche mese, una persona in 13 anni. Durante l'infanzia siamo in quello stato che gli orientali definiscono Zen: la conoscenza della realtà che ci circonda avviene istintivamente mediante quella attività che gli adulti chiamano gioco. Tutti i ricettori sensoriali sono aperti per ricevere i dati; guardare, toccare, sentire i sapori, il caldo, il freddo, il peso e la leggerezza, il morbido e il duro, il ruvido e il liscio, i colori, le forme, le distanze, la luce e il buio, il suono e il silenzio, tutto è nuovo, tutto è da imparare e il gioco favorisce la memorizzazione. Poi
si diventa adulti, si entra nella società, uno alla volta si chiudono
i ricettori sensoriali, non impariamo quasi più niente usiamo solo la
ragione e la parola e ci domandiamo: quanto costa? A cosa serve? Quanto
mi rende? Bruno
Munari CICCI' COCCO' AMARTI M'AFFATICA - Andrea Porcheddu
amarti m'affatica mi svuota dentro
amarti m'affatica mi dà malinconia
amami ancora, fallo dolcemente
amarti mi consola le notti bianche
amarti mi consola mi dà allegria
amami ancora, fallo dolcemente la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite? E mi parli così però la vita é subito voleva attaccare l'ultimo morso di bomba, che, come è universalmente noto, è il più difficile. Rimane una porzione ridotta di pasta zuccherata da tenere con le dita, un triangolo fritto a malapena capace di trattenere il mare di crema, che tracima minacciosamente. La crema o si rovescia definitivamente sulla camicia e sui pantaloni, completando l'opera iniziata con il primo morso e con il conseguente guizzo di crema impazzito; oppure si lancia in una manovra di ritirata, trovando nuove e inattese vie d'uscita che la fanno riversare sulle mani. Prezioso, nel caso, è l'uso di un tovagliolino-tampone. far finta di essere sani. Far finta di essere... Liberi, sentirsi liberi forse per un attimo è possibile ma che senso ha se è cosciente in me la misura della mia inutilità. Il male opaco di rendersi conto, troppo tardi, che abbiamo sbagliato. Che sarebbe stato meglio parlare d'amore invece che offendersi, che sarebbe stato meglio stringersi, e abbracciarsi, e baciarsi, e leccarsi tutto il giorno e tutti i giorni invece che lasciarsi partire, restare stretti sotto una coperta invece che dirsi addio. tutta la vita non saprò Vivere non è difficile potendo poi rinascere Non lo so che succede. So solo che non riesco ad essere felice. Come se fosse facile, essere felici. Manca semore qualcosa, sempre un passo. All'ultimo momento guardiamo altrove, e vediamo l'illusione di un'altra possibilità, e la seguiamo, pensando sia quella giusta. Il più delle volte non è così. Il suo viso era il suo cuore Et moi dans mon coin Si je ne dis rien J'ai le cœur au bord des larmes Sayonara, gangstersPioveva a dirotto. Sul marciapiede davanti casa, dove si gettava l'immondizia, sotto il cartello "Rifiuti incombustibili: martedì", stavano accoccolati un secchio di plastica, una ragazza e un altro secchio di plastica. Erano tutti e tre bagnati fradici, fino all'osso. Allungai il braccio, in modo da coprire col mio ombrello anche la ragazza, e dissi: "Qui è vietato gettare persone". La ragazza indossava soltanto un t-shirt molto leggera e un paio di jeans e tremava dal freddo. Mi lanciò uno sguardo, uno sguardo diffidente. "Miaooo!" miagolò a un tratto la ragazza. "Bau bau!" abbaiai io in risposta. "Io mi sono laureata in letteratura francese, con una tesi su Proust!" "Io mi sono laureato in letteratura russa, con una tesi su Dostoevskij!" "Non è vero ho mentito. Ho lasciato il liceo a metà e mi sono messa a lavorare nel giro dei locali notturni." "Anch'io ho mentito. Ho lasciato la scuola media a metà e mi sono messo a fare il mantenuto di una ragazza che lavorava nel giro dei locali notturni." "Non è vero, ho mentito di nuovo. Ho studiato tauromachiain Francia, alla Sorbona." "Mnh, e io ho studiato presso la facoltà di wrestling della Columbia University." "Mio padre fa il procuratore, mia madre è membro di una commissione arbitrale per le controversie relative a questioni familiari, e mio fratello è arruolato in marina." "Caspita, allora devo stare attento... Mio padre è un ladro, mia madre è alcolizzata e mio fratello fa il pappone." "Mio nonno è eschimese e mia nonna è papuana." "Ma davvero? Mio nonno era un pigmeo. Quanto a mia nonna pare addirittura che non fosse umana." "Io ho otto figli." "Ah, mi hai fregato: io ho tre figli, tre nipoti e un pronipote. Fanno solo sette." "Ascoltami bene: io sono una lesbica frigida! Lo sono sin da quando mia madre cominciò a flirtare col nostro sanbernardo." "Che coincidenza, pressappoco come me: io sono uno omosessuale impotente! Lo sono sin da quando il temperamatite che usavo alle elementari si ruppe." "Io ho un solo seno" disse la ragazza alzandosi finalmente in piedi e sorridendo. "Il mio collo durante la notte si allunga, ma io mi sforzo di non farci caso. Ti assicuro che la cosa migliore è proprio non farci caso." "Ho fame, non magio da secoli! E mi gira anche la testa!" Quando mi caricai sulla schiena quella ragazza che a momenti moriva di fame, notai che teneva in mano una cesta. "Cos'hai lì dentro?" "Enrico IV." E' così che Song Book e io ci siamo conosciuti. ![]() SONO IO!!![..] il momento in cui l'odore di caffè si sparge per la casa, e comunque non sono mai riuscito a farne uno senza dimenticare qualcosa: una volta manca l'acqua, l'altra ho dimenticato il caffè, la terza trovo la moka col manico sciolto e schizzi nerastri fin sul soffitto, perché nel frattempo mi sono imbambolato davanti alla tivù.
Grande pensiero DiegoNell'arco della giornata, se uno ci pensa sopra, gli capitano diverse occasioni in cui si trova a fare qualcosa, - generalmente di sportivo o comunque di leggero, che abbia una vaga suggestività estetica, - come se a pochi metri di distanza ci fosse una troupe al completo che lo sta riprendendo. Cose tipo disinnescare l'antifurto della macchina con una puntata decisa del telecomando per poi mettersi rapidamente al volante (magari togliendosi la giacca nell'atto di entrare), oppure guardare intensamente un punto indefinito, manco si fosse attraversati da un pensiero profondissimo. Questo recitare non richiesto, questa illusione di un pubblico che stia lì a prendere il meglio di noi mentre fingiamo di non sapere d'essere guardati, è la povera rivincita sulla modestia delle nostre vite, che da sempre l'arte popolare ci offre (e la ragione per cui, in fondo, non la lasciamo morire). IL SOGNO DELLA NOCILLA
NON AVEVO CAPITO NEINTE - Diego De SilvaQuante ne avrei da dire su questo libro... Intanto lo consiglio a chi è piaciuto Mordecai Richler, John Fante, Andrea G. Pinketts, Efraim Medina Reyes, Pablo Tusset. A chi vuole ridere un po' riflettendo sui nostri atteggiamenti nel quotidiano!
"E’ che io soffro di un disturbo morfosintattico, un guasto della struttura delle frasi. Praticamente, perdo i bulloni dei periodi. Mi partono le parole, se ne vanno per i fatti loro. Non rispettano le precedenze [...] Il fatto imbarazzante è che io la frase la penso giusta, solo che esce smontata." "La verità è che ci sono persone, vai a capire com'è che succede, che hanno la capacità di beccarti nella tua versione più insulsa, di farti esprimere sempre al minimo delle tue possibilità." "Non si può fare affidamento sulle parole, questo è tutto. In certi momenti, quando guardi qualcuno che ti ha detto una cosa che avevi messo da parte, convinto che fra voi avesse un qualche valore, e t'accorgi che manco se la ricorda, quella cosa, allora pensi che è proprio meglio che lasci perdere e che non ci pensi proprio più." Enzo Tortora. lettere dal carcere."Prima di essere accusato devo essere in colpa, e se i miei nemici fossero venti volte più numerosi, e se ciascuno di essi avesse una potenza venti volte superiore, non potrebbero farmi nulla di male, finchè continuerò ad essere sincero, leale, innocente." Shakespeare, Enrico VI, atto II.
Ho appena finito di asciugare il fiume di lacrime che mi ha scaturito la lettura di questo libro. Le parole che Enzo Tortora indirizzate alla figlia mentre subisce un'ingiustizia che definire assurda è solo un complimento, perchè quell'ingiustizia è stata il suo omicidio.
Mi dispiace non averlo letto prima del mio viaggio in treno con Daniele e gli altri napoletani. In quella splendida carrozza di treno abbiamo parlato di tutto. Io stavo leggendo un libro del 67 di Enzo Tortora (libro che poi ho abbandonato perchè per quanto divertente, ha uno stile troppo difficile e di ironia troppo sottile per me). Alchè Daniele ha detto "Enzo Tortora.. Mago Zurlì no?". Deve aver letto chissa cosa nel mio volto per reagire alzando le mani e dicendo "oh oh io sono dell'83!!" Ragazzi mi ha fatto morire. L'altra compagna del 76 (che dai cartoni animati, alla politica, al mio Travaglio Marcuccio, avevamo una compatibilità di "gusti" al 100%) era al telefono, e non ha potto aiutarmi a spiegare chi fosse Enzo Tortora. Poi ero anch'io una bambina nell'83 (e solo oggi scopro che l'anno in cui Daniele è nato, è anche l'anno del suo arresto), non mi sono mai interessata di attualità o politica, allora mi avevano convinto che il presentatore di portobello andava in giro a regalare ai bambini le caramelle con la droga (beata innocenza dei bambini, maledetta ignoranza degli adulti). Solo pochi anni fa ho capito che non era proprio così.. solo adesso (maledetta mia ignoranza) scopro il ruolo della camorra, e tutto il resto..
Ecco Daniele, mi spiace non averti potuto spiegare, una settimana fa, quel che so solo oggi.
"Io uscirò senza fango: ma purtroppo senza più illusioni." "Coraggio, disprezo per la menzogna, sincerità e forza." "Io tiro avanti, Silviotta mia, in questa battaglia dove il nemico si nasconde, si cela, aumenta, tace. Ma uccide. Ma esiste... [...] I giorni diventano sempre più pesanti ma il morale non è a terra. C'è solo, ormai, l'ostinata verifica che queso Paese è perduto. Non esiste. Finge di vivere: ma è un'altra cosa." "Ti sembrerà magari strano questo mio desiderio, ma è notte, e i ricordi arrivano calzando soffici scarpine. Se tu potessi trovarmiun testo, greco, di Antigone, magari un'edizioncina scolastica. Lo studiai per la maturità (che parola cretina, per una cosa che non arriva mai...) e ne ho un ricordo così bello... Vorrei ristudiarla, parola per parola, ora che le leggi di Creonte dimostrano di essere ancora più barbare e si "concede" sepoltura ai vivi..." "29 Luglio. [...] da Palermo la notizia dell'esplosione dell'autoblindato del magistrato (Rocco Chinnici ucciso in via Pipitone. Con lui muoiono i carabinieri Mario Trapassi e Edoardo Bartolotta. E il portiere dello stabile Stefano Lisacchi). Mia angoscia. Qui la cosa è accolta con indifferenza. Ma essere qui per reati simili a quelli che hanno ucciso il magistrato mi dà la nausea, capogiro, vergona." "Io concluderò questa lotta (di lotta si tratta) come dignità e onore comandano. [...] Se la sentenza (quella di primo grado) sarà, come sono certo, di condanna, io mi dimetterò dal mandato (di europarlamentare dei radicali) obbligandoli a chiedere il mio arresto. E mi costituirò [...] sai che non posso vivere, sia pure in un Paese dove la viltà è considerata alimento primario, neppure un istante. [...] il tuo papà è quello di sempre. Bene, cuore mio. Con l'ultimo atto, che comincia adesso, sarà un o' più di sempre. Non ti dico altro. Sii serena. Con tutti. Finirà presto. Ma finirà, perdio, come io volgio. E come Giustizia, verità, civiltà comandano." "Ma la menzogna, l'abuso del potere, la violazione delle leggi e delle regole più note e ricevute, l'adoperar doppio peso e doppia misura, sono cose che si possono riconoscere anche dagli uomini negli atti umani; e riconosciute, non si possono riferire ad altro che a peggiori pervertitrici della volonta... Si scopre un'ingiustizia che poteva essere veduta da quelli stessi che la commettevano, un trasgredir le regole ammesse anche da loro, dell'azioni opposte ai lumi, che non solo c'erano nel loro tempo, ma che essi modesimi, in circostanze simili, mostrarono d'avere..." Manzoni, Storia della colonna infame L'ORATA INNAMORATA - Anotnio Bufi & Luca MorettiRicette afrodisiache e narrativa nuda "Queste notti senza fine
hanno un sapore troppo amaro
di delusioni e occasioni perse
di carne cruda mista a menzogna" La Crus hai percorso così velocemente lo spazio,
che non hai sentito il vento tra i capelli. Per un attimo il tuo sangue ha anche smesso
di scorrere. Pensi che sia una cosa giusta. Tra l altro potrebbe essere anche un
soluzione.
Oppure no.
In questo momento ti senti confuso. Forse per qualcosa che hai fatto e ti senti
colpevole. Vorresti chiedere scusa ma non sai come. Non sai neanche dove, perché.
A che risultato si arriverebbe? Sarebbe anche unottima soluzione. Solo se fosse
realmente plausibile.
Immagina immaginazione immagina.
Potresti anche piangere ma le lacrime dovresti conservarle. Dovresti raccoglierle in
qualche vetro trasparente. Lodore della pelle dipende dall alimentazione. Non è una questione di razza ma di
spezie. Non siamo tutti uguali, non è solo una quastione di pelle, ma di odore, di
profumo, di essenza.
IL GIUNCO MORMORANTE - Nina BerberovaE' armonia nelle onde marine, Fedor Tjutcev 1865
LA FINE DELL'ALFABETO di CS Richardson[…] Aprì il diario alla prima pagina, passò la mano sulla superficie bianca, pensò un attimo e cominciò a scrivere. Questa è una storia improbabile. […] Ogni pagina di questo libretto mi ha strappato una lacrima e un sorriso alternativamente. È stata dura, deglutire a ogni rigo, ma son contenta di averlo fatto. E poi lo sapevo a cosa andavo incontro quando, appena comprato, ho subito iniziato a leggerlo fuori dalla libreria. Una lettura piacevole, una scrittura come piace a me. Una dura realtà. Ma reatà. […] andò in bagno e fece scorrere l’acqua nella vasca. […] Un centimetro di pella d’oca dopo l’altro, Zipper si lasciò scivolare nell’acqua bollente. Vide le dita dei piedi agitarsi all’altro capo della vasca. Chiuse gli occhi quando il calore le penetrò fin nel ossa, calmando una dopo l’altra le onde del suo terrore. […] […] un uomo può vedere un centinaio di donne, desiderarne mille, ma sarà sempre un unico profumo ad aprirgli gli occhi e a volgerlo all’amore. E lui non ringrazierà mai abbastanza gli angeli del paradiso per avergli fatto soffiare bene il naso quel mattino. […] alcuneE se vorrai fare attenzione comprenderai che gran parte della vita se ne vola via nel fare il male, la maggior parte nel non far nulla, tutta la vita nel disperdersi in altre cose estranee al vero senso della vita. Seneca
Io non riesco a vedere nell'AGONISMO altro fascino che la gioia del vincitore di aver umiliato gli altri, oppure quella di stimarsi qualcosa. Don Lorenzo Milani
Se la vita è un bel dono di Dio non va buttata via e buttarla via è peccato. Se un’azione è inutile, è buttar via un bel dono di Dio. È un peccato gravissimo, io lo chiamo bestemmia del tempo. E mi pare una cosa orribile perché il tempo è poco, quando è passato non torna. Don Lorenzo Milani
(Fernando Pessoa)La più vile di tutte le necessità: quella della confidenza, quella della confessione. E' la necessità dell'anima di esternarsi. Confessa pure, ma confessa ciò che non senti.Libera pure la tua anima dal peso dei tuoi segreti raccontandoli; ma meglio sarebbe se il segreto che racconti non lo avessi mai raccontato. Mentisci a te stesso prima di raccontare quella verità. Esprimersi è sempre sbagliare. Fai in modo che esprimere significhi mentire. |
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